Le case di largo Montone sul mercato La Città di Salerno

Le antiche case della parrocchia di Santa Maria de Alimundo, la chiesa-gioiello nel cuore del centro storico di Salerno abbandonata da anni dove – leggenda vuole – sembra che siano sepolti i resti di Masuccio Salernitano, sono pronte a finire sul mercato. È quanto richiesto dall’Azienda Ospedaliera Universitaria “Ruggi” alla Regione Campania, nel solco delle procedure – già avviate da quasi un anno – di alienazione dei tantissimi lasciti donati nel corso dei secoli agli “ospedali riuniti”. La richiesta di autorizzazione alla cessione riguarda, ancora una volta, parte dell’eredità del marchese Giovanni Ruggi d’Aragona – l’uomo che ha “dato il nome” all’attuale Azienda Universitaria Ospedaliera – che, il 2 luglio del 1870, firmò il testamento olografo in cui decise di lasciare gran parte delle sue proprietà al nosocomio di Salerno, con la promessa della costruzione di una nuova struttura sanitaria per assistere i cittadini salernitani. Proprio questo “paletto”, per oltre un secolo, ha bloccato ogni decisione sulla possibile vendita di questi lasciti. La svolta, però, è arrivata lo scorso anno quando l’Azienda sanitaria guidata dal manager Vincenzo D’Amato ha chiesto un parere su quest’opportunità al notaio Aniello Calabrese che, nella sua risposta, evidenziò che le volontà del marchese sono superabili, a patto a patto che gli introiti delle cessioni dei beni lasciati in eredità vengano utilizzati per rafforzare l’assistenza sanitaria. Un “compromesso” che è stato accolto di buon grado dal direttore generale visto che il Mef, dopo un’ispezione effettuata negli scorsi anni, “censurò” la gestione dei beni immobiliari del Ruggi in quanto anti-economica, “consigliando” di avviare altre azioni per migliorare la situazione. E proprio per questo, lo scorso gennaio venne chiesta alla Regione Campania l’autorizzazione per poter avviare la cessione – per un totale da poco più di 800mila euro – dei primi lasciti, 14 cespiti siti nel centro storico che rappresentano la “parte meno nobile” proprio di Palazzo Ruggi. Adesso, l’Azienda sanitaria ci riprova con altri sei immobili che dominano uno dei luoghi più caratteristici della città antica: largo Montone.

I sei immobili da vendere.

La descrizione dei beni che il Ruggi vuole mettere sul mercato emerge dalla delibera firmata dal dg D’Amato in cui viene sollecitata la Regione per l’autorizzazione. Nel documento, infatti, viene allegata anche la perizia effettuata lo scorso aprile dall’ingegnere Gaetano Ruocco che ha valutato i beni, stimando il valore totale degli immobili in 707mila euro. Allo stato della perizia, che ha visto anche diversi sopralluoghi da parte del tecnico incaricato, tre cespiti risultano occupati e gli altri liberi. Quelli abitati sono tutti al civico 3 di largo Montone, nello stabile all’angolo fra la caratteristica piazza del centro storico e salita Intendenza Vecchia. Si tratta di un appartamento al piano terra di oltre 150 metri quadri e di due abitazioni al primo piano di dimensioni inferiori che, dopo il sopralluogo del perito, risultano «in buone condizioni di manutenzione» ma che, in ogni caso, necessitano di interventi strutturali. Ben diverso, invece, è lo stato dell’arte per i tre immobili vuoti che, fra l’altro, hanno gli accessi murati per evitare occupazioni abusive. Il primo ha l’ingresso dal civico 8 di salita Intendenza Vecchia, proprio accanto alla vecchia entrata della chiesa di Santa Maria de Alimundo, in un’area attualmente “sbarrata” da una transenna installata dagli operai del Comune di Salerno: si tratta di un “basso” di 28 metri quadri, abbandonato da tempo e in «mediocre stato manutentivo». Il secondo immobile vuoto è proprio accanto, al civico 12 di salita Intendenza Vecchia: una “micro-casa” di 20 metri quadri, con una sola finestra sull’ingresso, in pessimo stato manutentivo. Ma è il terzo immobile, quello con ingresso dal civico 4 di largo Montone, ad avere la storia più interessante.

Il “basso del miracolo”.

L’ultima abitazione vuota fatta stimare è sita proprio accanto alla caratteristica fontana di largo Montone e, di fatto, rappresenta la parte superiore della chiesa di Santa Maria de Alimundo. L’immobile – si legge nella perizia dell’ingegnere Ruocco – «è costituto da due stanze, cucina e un servizio igienico posizionato all’esterno dell’edificio». Il bagno, tra l’altro, risulta coperto solo da una lamiera e, in base ai dati catastali, è abusivo. La struttura, nel suo complesso, è in pessimo stato di manutenzione tant’è che sono state riscontrate «precarie condizioni statiche del tetto e del solaio di copertura». Ma perché la storia di quest’immobile è così interessante? La vicenda è abbastanza recente: era l’8 febbraio del 2010 quando, proprio dentro quel “basso”, avvenne il miracolo di un bimbo di otto anni che risiedeva – abusivamente – con la sua famiglia nell’immobile che l’Azienda Ruggi ora vuole cedere. All’improvviso, nel primo pomeriggio, il pavimento dell’abitazione crollò, un buco non eccessivamente largo che, però, bastò a far precipitare il piccolo nella sottostante chiesa di Santa Maria de Alimundo. Un volo da sei metri si concluse col “miracolo”: il bimbo rimase praticamente illeso nella caduta, finendo su un cumulo di rifiuti accatastati nel già abbandonato luogo di culto. Per quella vicenda finirono a processo diverse persone fra cui l’allora manager del “Ruggi”, Attilio Bianchi, e alcuni tecnici del Comune di Salerno. Ora la “casa del miracolo” potrebbe tornare a vivere.

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