Salerno, il parroco s’infuria con i manifestanti pro-Palestina La Città di Salerno

Gli attivisti della Rete salernitana per la Palestina arrivavano alla spicciolata, in anticipo rispetto all’orario fissato per la conferenza stampa indetta per pubblicizzare le iniziative in vista della mobilitazione del prossimo 2 dicembre. Perché, allora, non approfittare del tempo guadagnato per srotolare la mega bandiera della Palestina ancora impregnata della pioggia del giorno prima caduta copiosa durante il presidio al porto? Perché non approfittare del sole che, nonostante il freddo, batte nel chiostro del Duomo dove di lì a poco è stata convocata la stampa cittadina? Insomma, nulla di particolarmente eclatante per molti. Ma non per il parroco del Duomo, don Felice Moltierno che, alla vista del bandierone aperto davanti alla Cattedrale, è andato su tutto le furie, fino a chiedere l’intervento dei carabinieri.

Lo scontro

Gli attivisti sono andati via dal chiostro subito, cercando di tranquillizzare il sacerdote che, effettivamente, stando a quanto ha riferito il suo avvocato, si è placato ben prima dell’arrivo dei carabinieri, preceduti dagli agenti della Digos. E comunque la ritrovata calma di don Felice non è bastata a bloccare la procedura per cui tutti i manifestanti – che nel frattempo avevano esposto la bandiera sulla balconata che da via Guarna che si affaccia su via Duomo – sono stati tutti identificati dai militari dell’Arma. «Il parroco ci ha detto che avevamo invaso la chiesa e che il nostro è un atto di violenza», ha raccontato uno degli attivisti. Mentre l’avvocato del parroco – che casualmente si trovava con lui – ha minimizzato spiegando che don Felice si è risentito «perché non avvisato dell’iniziativa che non trovava opportuna considerando l’imminenza di un battesimo e la presenza dei turisti».

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